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Se sei stato licenziato o vittima di una sanzione disciplinare, se pensi che sul posto di lavoro un tuo diritto sia stato violato, se ritieni di svolgere mansioni che non ti competono e in relazione alle quali non percepisci alcun incremento retributivo o se ti senti vittima di mobbing posto in essere da parte di superiori, colleghi o sottoposti…NON ESITARE A CONTATTARCI! Noi possiamo aiutarti e tutelarti in ogni circostanza.

Di seguito un elenco delle situazioni più frequenti nelle quali prestiamo la nostra consulenza e assistenza, giudiziale e stragiudiziale:

Decreto ingiuntivo su busta paga: il lavoratore che voglia recuperare i propri crediti di lavoro, può ricorrere, attraverso i nostri legali, al procedimento semplice e veloce del decreto ingiuntivo. Si tratta di un procedimento che, senza bisogno di instaurare una causa e di chiamare le parti davanti al giudice, consente di ottenere dal tribunale, mediante il solo deposito dei documenti offerti dallo stesso lavoratore, per l’appunto le buste paga, un ordine di pagamento nei confronti del datore di lavoro.

L’incentivo a firmare una busta paga con importo diverso da quello percepito: tale comportamento presenta dei rilevanti profili penali in quanto, chi costringe il prestatore di lavoro a firmare una busta paga con corrispettivi superiori a quelli percepiti, risponde di estorsione.

▪ Ferie e permessi non retribuiti o calcolati in misura inferiore: ogni lavoratore dipendente, qualunque sia la qualifica, la mansione o la tipologia contrattuale applicata, ai sensi di quanto disposto dall’art. 10, comma 1 del D.Lgs. n. 66/2003, ha diritto ogni anno a un periodo di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane, durante le quali ha diritto ad una retribuzione uguale a quella che avrebbe percepito se avesse lavorato. Allo stesso modo l’ordinamento lavoristico riconosce al lavoratore il diritto di fruire di periodi di astensione dall’obbligo della prestazione lavorativa, con il mantenimento del posto di lavoro, la conservazione del trattamento retributivo ed economico e il riconoscimento dell’anzianità di servizio.

Riconoscimento indennità per malattia o infortunio: in caso di malattia, cioè di una alterazione della salute che provoca un’assoluta o parziale incapacità di svolgere l’attività lavorativa, così come in caso di infortunio, evento cioè verificatosi per causa violenta e in occasione del lavoro, il lavoratore ha diritto di beneficiare di mezzi di sostentamento adeguati alle sue esigenze di vita. L’art. 38 della Costituzione afferma che “i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. Anche l’art. 2110 del codice civile stabilisce che, in caso di malattia, se la legge o le norme contrattuali non prevedono forme equivalenti di previdenza o assistenza, è dovuta al lavoratore la retribuzione o un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme contrattuali o secondo equità. La retribuzione o l’indennità erogate dall’INPS possono essere integrate o meno dal datore di lavoro.

Ricorso contro licenziamento intimato al lavoratore durante il primo anno di matrimonio o durante il periodo di maternità: tale licenziamento, che deve essere impugnato in sede stragiudiziale nel termine di 60 giorni dall’intimazione al fine di poter chiedere la reintegra e il risarcimento del danno, è assolutamente nullo in quanto è vietato dalla legge il licenziamento del lavoratore, in caso di prestatrici di lavoro, dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino, e per entrambe i sessi dal giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio fino ad un anno dopo la celebrazione stessa.

Riconoscimento ore di straordinario: il nostro studio offre una importante assistenza al lavoratore nel caso di anomalie nel riconoscimento del lavoro straordinario da parte del datore di lavoro, cioè del lavoro svolto oltre il normale orario di lavoro, ma comunque nei limiti fissati dalla legge e dai contratti collettivi.

▪ Licenziamento senza preavviso e relativa indennità: La legge prevede che, sia in caso di dimissioni presentate dal lavoratore, sia in caso di licenziamento intimato dal datore di lavoro, ad eccezioni delle particolari ipotesi della risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, debba essere rispettato un periodo di preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un’altra occupazione, e al datore ad assumere un’altra persona con un eventuale periodo di affiancamento. Laddove non venga rispettato tale periodo, generalmente definito dai Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) per ogni livello di inquadramento, anche in base all’anzianità di servizio, sarà dovuto il risarcimento del danno, quantificato economicamente nella retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per il periodo di lavoro non effettuato e corrispondente al periodo di preavviso non prestato.

Demansionamento: la legge prevede che il lavoratore debba essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia acquisito o a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. In ogni caso, l’adibizione del lavoratore a mansioni inferiori al di fuori delle eccezioni tassativamente previste dalla legge, si configura quale violazione dell’art. 13 Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), con conseguente dichiarazione di nullità dell’atto o patto contrario e la condanna del datore di lavoro a riassegnare il lavoratore alle mansioni precedentemente svolte, oltra al risarcimento del danno.

Differenze retributive e calcolo TFR: A prescindere da quanto indicato all’interno del contratto di lavoro o dalle buste paga rilasciate mensilmente dall’azienda, anche se firmate, il lavoratore ha diritto a percepire una retribuzione parametrata al lavoro effettivamente svolto. Quindi, se il lavoratore dipendente ha svolto mansioni superiori non retribuite, o nel caso in cui non abbia percepito il TFR, parametrato alla retribuzione dovuta per legge in virtù della qualifica corrispondente alle mansioni effettivamente svolte, anche se non corrispondente a quella contenuta e descritta nel contratto di lavoro, ha diritto a richiedere il pagamento di tutte le differenze retributive maturate in corso di rapporto di lavoro.

▪ Dimissioni per Giusta Causa: Nel caso in cui il lavoratore sia coinvolto in spiacevoli situazioni, come molestie sessuali, ingiurie, richieste di comportamenti illeciti, ritardi nel pagamento delle retribuzioni e nel versamento dei contributi, comportamenti discriminatori da parte del datore di lavoro o dei colleghi avvallati dallo stesso, egli ha il diritto di comunicare al datore di lavoro, senza necessità di preavviso, la sua volontà di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato.

 Le dimissioni per giusta causa sono considerate un’involontaria perdita del posto di lavoro e, di conseguenza, prevedono il pagamento dell’indennità di mancato preavviso in favore del dipendente.

▪ Incentivo all’Esodo: Nell’ambito di una transazione lavorativa, concordata al fine di evitare l’insorgere di una lite, i partner dello Studio legale Del Monte assistono e consigliano al meglio il lavoratore e il datore di lavoro, anche al fine della determinazione di quella somma, per l’appunto definita incentivo all’esodo, richiesta dal lavoratore al fine di prestare il suo consenso alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

▪ Licenziamento disciplinare: è la più grave sanzione disciplinare che il datore di lavoro può irrogare nei confronti del lavoratore che abbia violato la legge, il contratto collettivo o il codice disciplinare aziendale. Rientrano in tale definizione sia il licenziamento per giusta causa sia quello per giustificato motivo soggettivo.

▪ Mobbing: Il nostro studio si occupa inoltre di assistere il lavoratore nell’analisi del fenomeno, dell’andamento delle condotte perpetrate e nella predisposizione dell’azione migliore da intraprendere, nel caso in cui il lavoratore sia vittima di comportamenti aggressivi e persecutori posti in essere sul luogo di lavoro.

▪ Licenziamento per Giusta causa: Il codice definisce in modo generico giusta causa di licenziamento quella che non consente la prosecuzione anche provvisoria del rapporto di lavoro, cioè non consente neppure di proseguire il rapporto di lavoro per il periodo di preavviso, come ad esempio: falso infortunio e falsa malattia del dipendente, falsa timbratura del cartellino, abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del dipendente, violazione del vincolo fiduciario, rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente di eseguire la prestazione lavorativa, ecc…

▪ Licenziamento per Giustificato Motivo: La l. 604 del 1966 sui licenziamenti individuali prevede che il licenziamento, se non intimato per giusta causa, debba sempre e comunque essere motivato. Il giustificato motivo soggettivo è costituito da “un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro“, mentre il giustificato motivo oggettivo è costituito da “ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.

▪ Regolarizzazione Lavoro Nero: Recentissima è la modifica dell’impianto sanzionatorio, divenuto particolarmente oneroso, in virtù del quale, laddove il datore di lavoro si avvalga di prestazioni professionali e/o lavorative di un lavoratore senza riconoscere a questi alcuna copertura previdenziale, di garanzia, e di tutela previste dalla legge, e senza pagare le imposte previste dalla legge, sono previste delle sanzioni amministrative pecuniarie da euro 1.500,00 a 36.000,00, a seconda della soglia di gravità, eventualmente aumentate del 20% nel caso di impiego di lavoratori stranieri non in possesso di un valido permesso di soggiorno o di minori in età non lavorativa.

Tramite i nostri partner e consulenti tecnici, il nostro Studio Legale del Monte a Roma e i suoi Avvocati del Lavoro possono occuparsi di:

  • Redazione di ogni atto giudiziale e stragiudiziale relativo alla gestione del rapporto di lavoro, sia per conto dei datori di lavoro, che dei lavoratori subordinati;
  • Predisposizione di conteggi e differenze retributive in base a quanto disciplinato dalla contrattazione collettiva o individuale;
  • Conciliazione presso il nostro studio con la presenza dei rappresentanti sindacali di categoria per la tutela delle parti come previsto per legge;

 Ricorso al giudice contro atti di transazioni effettuati solo alla presenza del datore di lavoro.

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